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Come impostare i propri obiettivi: guida pratica per trasformare le idee in azione

Come impostare i propri obiettivi: guida pratica per trasformare le idee in azione

Impostare correttamente i propri obiettivi è uno dei passaggi più importanti quando si parla di organizzazione, planning e crescita personale.
Non solo in ambito lavorativo, ma anche nella vita quotidiana: il modo in cui definiamo i nostri obiettivi influenza le decisioni che prendiamo, il tempo che dedichiamo alle cose e la direzione che diamo alle nostre energie.

In questa guida approfondiamo un tema che sta alla base di ogni buon sistema di planning: la definizione degli obiettivi, partendo dal metodo SMART e traducendolo in qualcosa di concreto, pratico e applicabile ogni giorno.

Perché è importante imparare a definire gli obiettivi

Fissare un obiettivo non significa semplicemente “volere qualcosa”.
Significa stabilire un punto di arrivo, scegliere delle priorità e costruire un percorso fatto di tappe misurabili.

Spesso ci troviamo con:

  • liste infinite di cose da fare
  • buoni propositi che restano sulla carta
  • agende piene ma poco organizzate

Il problema, nella maggior parte dei casi, non è la mancanza di strumenti, ma la mancanza di chiarezza sugli obiettivi.

Ed è proprio da qui che conviene partire.

Il metodo SMART: la base per obiettivi efficaci

Il metodo SMART è uno dei più utilizzati quando si parla di definizione degli obiettivi.
Introdotto nel 1981 da George T. Doran, è ancora oggi uno strumento estremamente attuale perché aiuta a rendere gli obiettivi più concreti e raggiungibili.

SMART è un acronimo che indica cinque caratteristiche fondamentali:

  • S – Specific (Specifico)
  • M – Measurable (Misurabile)
  • A – Achievable (Realizzabile)
  • R – Relevant (Pertinente)
  • T – Time-based (Definito nel tempo)

Vediamole nel dettaglio.

Obiettivi Specifici: sapere esattamente cosa vuoi

Un obiettivo funziona solo se è chiaro.

“Voglio migliorare” non è un obiettivo.
“Voglio migliorare il mio fatturato”, “voglio leggere di più”, “voglio organizzare meglio il mio tempo” sono intenzioni, ma restano troppo vaghe.

Un obiettivo specifico deve rispondere a queste domande:

  • Chi è coinvolto?
  • Cosa voglio ottenere, in modo concreto?
  • Quando inizio e quando voglio arrivarci?
  • Dove si realizza questo obiettivo?
  • Quali ostacoli potrei incontrare?
  • Perché è importante per me?

Suggerimento pratico: dedicare una doppia pagina del tuo quaderno o della tua agenda solo alla definizione dell’obiettivo aiuta a chiarirlo davvero. Scrivere rallenta il pensiero e lo rende più preciso.

Obiettivi Misurabili: capire se stai avanzando

Un obiettivo deve poter essere osservato nel tempo.

Questo non significa essere rigidi o giudicanti, ma avere dei parametri che ti permettano di capire:

  • se stai procedendo
  • se qualcosa va aggiustato
  • se una tappa è stata raggiunta

Un buon supporto in questa fase è:

  • un planner o un'agenda con uno spazio annotazioni mensile
  • un planner con spazio per il monitoraggio
  • un quaderno dedicato agli obiettivi

Scrivere i progressi, anche piccoli, rende il percorso visibile e motivante

Obiettivi Realizzabili: partire da ciò che hai

Un obiettivo deve tenere conto della realtà.

Chiediti:

  • quali risorse ho oggi?
  • quali competenze possiedo?
  • quali strumenti mi mancano?

Se emerge che qualcosa non è ancora disponibile, quello diventa il primo micro-obiettivo su cui lavorare, magari con un corso che aiuti ad acquisire la competenza.

Qui può essere utile un quaderno “di lavoro”: uno spazio dove fare brainstorming, elenchi, schemi e aggiustamenti in corsa. Dove inserire idee e ritrovarle.

Obiettivi Pertinenti: devono avere senso per te

Un obiettivo funziona solo se è allineato con ciò che sei e con il momento che stai vivendo.

Che sia personale o lavorativo, chiediti:

  • è davvero importante per me?
  • è coerente con la mia vita adesso?

Un obiettivo non pertinente viene abbandonato molto facilmente, anche se è scritto bene.

Obiettivi Time-based: dare una direzione al tempo

Un obiettivo senza una scadenza resta un’idea.

Stabilire un tempo non serve a creare pressione, ma a creare direzione.
Può essere:

  • una data
  • un periodo (es. tre mesi, sei mesi)
  • una scansione per tappe

Le agende e i planner sono strumenti fondamentali proprio per questo: trasformano il tempo astratto in qualcosa di visibile e gestibile. Anche i work journal funzionano bene!

In conclusione

Impostare bene i propri obiettivi non significa fare di più, ma andare da qualche parte.
La chiarezza sugli obiettivi rende tutto il resto più semplice: le decisioni, il planning, la gestione del tempo.

Gli strumenti non fanno il lavoro al posto tuo, ma possono facilitare enormemente il processo. Non servono troppi strumenti, a mio avviso quando si ha un'agenda per distribuire gli obiettivi nel tempo e un quaderno per la fase di pensiero e definizione.

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