Hai mai comprato un quaderno bellissimo, scritto la prima pagina con il tuo liner preferito e intravisto la scrittura sul retro del foglio? Quello si chiama ghosting: l'ombra che si vede in controluce, senza che l'inchiostro passi davvero dall'altra parte. Benvenuta nel mondo delle grammature.
La grammatura sembra un dettaglio tecnico e trascurabile — finché non è proprio lei a rovinarti un quaderno appena comprato. Da lì in poi diventa una delle prime cose che controlli prima di acquistarne uno nuovo.
In questa guida ti spieghiamo cos'è la grammatura, come si legge (anche fuori dall'Europa, dove i numeri cambiano completamente) e — soprattutto — quale strumento di scrittura si abbina meglio a ogni tipo di carta.
Alla fine trovi qualche riferimento concreto tra le carte che selezioniamo per SayPaper.
Cos'è la grammatura?
La grammatura (g/m² o gsm, dall'inglese grams per square metre) indica il peso di un metro quadrato di carta. Più è alta, più la carta è spessa e resistente. Ma attenzione: grammatura alta non significa automaticamente carta migliore — significa carta diversa, adatta a usi diversi.
Una carta da 52 g/m² può essere straordinaria per la scrittura se è prodotta con le fibre giuste. Una carta da 120 g/m² può essere meravigliosa per l'acquerello ma eccessiva per prendere appunti veloci.
Proprio per questo il numero da solo non basta: una grammatura più alta non è per forza migliore. Dipende da cosa ci vuoi scrivere sopra — e molto spesso l'unico modo per esserne sicuri è provare la carta.
Come si misura la grammatura nel resto del mondo
Fuori dall'Europa i numeri sulla carta cambiano, e vale la pena saperlo se compri quaderni dall'estero.
Nord America: Si usano le libbre (lb): il numero indica quanto pesa una risma da 500 fogli a una "dimensione base". Il punto è che questa dimensione base cambia a seconda del tipo di carta, quindi lo stesso numero di libbre non corrisponde sempre allo stesso spessore. È un sistema a mio avviso abbastanza complicato!
Giappone: La carta si misura in chilogrammi (連量, renryō): il peso di 1.000 fogli di un formato base. Ma i produttori giapponesi usano anche il 坪量 (tsuboryō), che è esattamente la grammatura in g/m². Ecco perché su una carta di consumo come la Tomoe River trovi scritto semplicemente "52 g/m²": la stessa unità che useresti in Europa.
Le grammature più comuni:
52–60 g/m² — La carta leggera da scrittura
È la grammatura della carta per stampante economica e di certi quaderni scolastici. In mani esperte, però, diventa qualcosa di straordinario: è la grammatura della carta Tomoe River (52 g/m²), famosa per la sua leggerezza quasi traslucida e per il modo in cui reagisce all'inchiostro — penne stilografiche in primis.
Caratteristiche: sottile, leggera, può sembrare fragile ma è sorprendentemente resistente se di qualità. I colori dell'inchiostro appaiono brillanti e profondi.
Un punto importante da chiarire: su una carta come la Tomoe River puoi usare tranquillamente inchiostri a base acqua e anche i pennarelli. La scrittura si intravede dall'altra parte del foglio — è il ghosting, inevitabile su una carta così sottile — ma l'inchiostro non passa mai davvero dall'altro lato.
✅Penne stilografiche — terreno d'elezione della Tomoe River
✅Inchiostri a base acqua e roller
✅Pennarelli (mettendo in conto il ghosting)
✅Matite (qualsiasi durezza)
⚠️Fineliner: dipende dalla carta — testare sempreDa sapere: i quaderni Hobonichi Techo usano carta Tomoe River. È uno dei motivi per cui hanno un seguito così fedele.
80–90 g/m² — Il punto dolce per la scrittura quotidiana
Questa è la zona di comfort di molti quaderni di qualità: abbastanza spessa da non mostrare troppo il retro, abbastanza leggera da non appesantire il quaderno.
Caratteristiche: buon equilibrio tra peso e opacità. Texture spesso liscia o leggermente satinata. Resistenza discreta a vari tipi di inchiostro.
✅Gel pen
✅Penne stilografiche con inchiostro non troppo acquoso
✅Fineliner
✅Matite
✅Penne a sfera
⚠️Brush pen acquosi leggeri: testare, dipende dalla carta
⚠️Inchiostri molto fluidi o pigmentati: ghosting possibile
90–100 g/m² — La grammatura tranquilla per stilografiche e colore
Qui si inizia a stare davvero comodi. La carta da 90–100 g/m² gestisce bene inchiostri più fluidi, tiene meglio i colori e riduce notevolmente il ghosting. È la grammatura di riferimento per molti quaderni da journaling di fascia media-alta — ed è anche la grammatura che scegliamo più spesso su SayPaper per i quaderni di tutti i giorni.
Caratteristiche: resistente, piacevole al tatto. Asciugatura rapida con la maggior parte degli inchiostri.
✅Penne stilografiche con qualsiasi tipo di inchiostro
✅Gel pen e rollerball
✅Fineliner (tutti gli spessori)
✅Matite (tutte le durezze)
✅Penne a sfera
✅Brush pen acquosi leggeri
⚠️Brush pen a inchiostro molto fluido: testare su carta specifica
100–120 g/m² — Per chi mescola scrittura e disegno
A partire dai 100 g/m² la carta inizia a reggere anche tecniche più "umide". È il territorio dei quaderni per journaling misto (testo + acquerello leggero), dei planner con inserti decorativi, degli scrapbook.
Caratteristiche: spessa, robusta, non si deforma facilmente con l'umidità. I quaderni possono risultare più pesanti. Con questa grammatura, se la superficie è liscia, le penne stilografiche scrivono benissimo — non è affatto una carta "solo da disegno".
✅Tutti gli strumenti precedenti
✅Brush pen acquosi (anche quelli più fluidi)
✅Inchiostri e swatch di colore
✅Acquerello leggero (singoli strati)
✅Pennarelli doppia punta
⚠️Acquerello a strati multipli: può deformarsi
Oltre i 120 g/m² — Territorio da disegno
Salendo ancora — 120, 160 e fino a 300 g/m² e oltre — si esce dal quaderno da scrittura e si entra nel mondo del disegno: sketchbook, acquerello a più strati, gouache, mixed media, calligrafia. Sono grammature perfette per queste tecniche, ma via via meno comode per la scrittura quotidiana: spesse, rigide e con un feedback più ruvido sotto il pennino. Più sali, più la carta è pensata per illustratori e pittori che per chi prende appunti.

Quale grammatura per quale strumento
Se parti dallo strumento che ami di più e vuoi capire su cosa scrivere, questa è la scorciatoia.
Penna stilografica. Ama gli estremi giusti: le carte sottili e di qualità (52–70 g/m², tipo Tomoe River o MD Paper) esaltano colori e sheen; da 90 g/m² in su hai più tranquillità con qualsiasi inchiostro. Nella fascia intorno ai 70–80 g/m² il risultato è più variabile: dipende dall'inchiostro e dal pennino. E ricorda: se la carta è liscia, anche le grammature alte (120 g/m²) scrivono benissimo.
Gel pen. La più flessibile di tutte: si trova bene praticamente ovunque, con il punto dolce sugli 80–100 g/m².
Fineliner. Vuole almeno 80 g/m² per non lasciare ghosting evidente. Sulle carte sottili va testato.
Penna a sfera. La meno esigente: scrive bene su quasi tutto.
Matita. Funziona su ogni grammatura. Qui conta più la finitura che il peso: una carta leggermente texturizzata dà più mordente.
Brush pen e pennarelli. Su carta di buona qualità funzionano anche sulle grammature sottili: vedrai il segno in trasparenza (ghosting), ma l'inchiostro non attraversa il foglio. Se vuoi il retro perfettamente pulito, sali verso i 100–120 g/m².
Acquerello. 120 g/m² per strati singoli, 160 g/m² e oltre per lavori a più passaggi.

Un dettaglio che non si misura in grammi: il coating
La grammatura da sola non racconta tutto. La finitura superficiale della carta — liscia, satinata, ruvida (chiamata anche "texture laid" o "vergata") — cambia completamente l'esperienza di scrittura.
Una carta liscia fa scorrere la penna senza attrito: ideale per chi scrive veloce, ottima per stilografiche e gel pen.
Una carta leggermente texturizzata dà più feedback al pennino o alla matita, e molti la trovano più piacevole per la scrittura prolungata.
Una carta ruvida è pensata per la grafite e le tecniche secche: non è il massimo per le penne a inchiostro.
È anche il motivo per cui una carta giapponese da 70 g/m² può "reggere" la stilografica meglio di una europea da 90 g/m²: la superficie e il trattamento delle fibre contano quanto il peso.
E poi c'è la rilegatura (che conta moltissimo)
C'è un altro fattore che il numero in grammi non racconta: come è rilegato il quaderno. Una buona rilegatura fa una differenza enorme — tiene le pagine al loro posto, permette al quaderno di aprirsi bene in piano ed evita che i fogli si allentino con l'uso.
E se ami il journaling — incollare biglietti, washi tape, ritagli, fare collage e stratificare — la domanda ricorrente è: quale grammatura serve? La risposta forse ti sorprende: anche le carte sottili funzionano benissimo. A nostro avviso, se la rilegatura è solida, le pagine reggono senza problemi il peso di ciò che ci incolli sopra. Contano più la costruzione del quaderno e la qualità della carta che non un numero alto sulla grammatura.

Le carte che trovi su SayPaper
Ecco qualche riferimento concreto, diviso per provenienza — perché tra scuola europea e scuola giapponese l'approccio alla carta è molto diverso.
Produzione europea
Notem — Scandinavian Paper (100 g/m²). Una carta fantastica: corposa, opaca, con quella sobrietà nordica che si sente anche al tatto. I 100 g/m² la rendono tranquilla con quasi ogni strumento.
Nuuna (120 g/m²). Qui si sale di spessore: 120 g/m² è una grammatura generosa, che regge bene inchiostri e passaggi più decisi senza mostrare il retro. E a questa grammatura, quando la superficie è liscia, anche le penne stilografiche scrivono senza problemi.
Sono i quaderni perfetti per il bullet journal.
The Completist — carta riciclata (90 g/m²). La dimostrazione che "riciclata" non vuol dire "compromesso": perfetta con i colori e con le stilografiche, a una grammatura di 90 g/m² che resta comodissima per l'uso quotidiano.
Non a caso, 90 g/m² è la grammatura che ricorre più spesso sui nostri quaderni di tutti i giorni: è il compromesso che consigliamo quasi sempre a chi è in dubbio.
Produzione giapponese
Midori — MD Paper. Una carta sottile (55g/m²) ma pensata con maniacale attenzione: perfetta per le stilografiche, con pochissimo ghosting. È la stessa carta usata nei refill del Traveler's Notebook, il che dà l'idea di quanto sia affidabile su lungo periodo.
Tomoe River (52 g/m²). La scelta degli appassionati di stilografiche. Sottilissima, quasi traslucida, con una resistenza sorprendente all'inchiostro. È la carta che trovi nelle Hobonichi: i colori diventano più brillanti e le sheen delle stilografiche si vedono meglio.
Mark's Tokyo. Anche qui carta sottile, in perfetto stile giapponese — ma con una particolarità: è la più liscia di tutte. Se cerchi quella sensazione al tatto e desideri che la penna scivoli come l'olio, è lì che la trovi.
Scegliere la grammatura giusta non richiede di diventare esperti di chimica della carta — basta sapere cosa ci vuoi fare sopra. E se sei in dubbio, 90 g/m² è quasi sempre una risposta sicura.






